Vi capita mai di avere ricordi tanto vividi e tanto potenti che il solo pensarci vi fa rivivere appieno le sensazioni provate?
Vi è mai capitato di pensare ad un giorno, un fatto, un'ora speciale rivivendola con la mente e riuscendo anche a provare le emozioni fisiche.
Tutto ciò mi pervade di continuo, non riesco a capacitarmene, ma è così...
Quando penso a quel giorno riesco a sentire ancora l'emozione provata di mattino appena sveglia, sento ancora il freddo del levarsi del giorno, ricordo le battute scambiate prima di "andare" e l'emozione provata durante "l'andare" mi coglie inaspettata e impreparata, s'impossessa di me.
Apro gli occhi e penso, e ancora una volta mi ritrovo in quel luogo, sento le voci dei passanti, vedo il loro andirivieni, mi guardo intorno e mi sento unica e intoccabile in quel momento, guardando la gente, che si affannava di qua e di la pensavo: "Oh... come vorrei, per tutti voi, che vi sentiste come me ora"...
Come mi sentivo? Come la sera prima del dì di festa.
Meraviglia... pura meraviglia, eccitazione gaiezza.
Dopo un passaggio mi sono fermata in un bar a bere un cappuccino, mi guardavo intorno con beata tranquillità, in mezzo a quel casino, quei tavolini all'aperto, baciati dal sole, in quella fredda giornata, mi sembravano un'oasi di pace.
Sopra le tende del bar c'erano gli uccellini che cantavano, il cielo così azzurro, l'aria fredda, la sentivi, la respiravi
.... ricordo.... ricordo.... ricordo...
Mi guardai intorno pensando " VORREI VIVERE IN QUESTO MOMENTO COSI' PER SEMPRE"....
Incitai la mia mente... FAI UNA FOTO!.... FAI UNA FOTO!... FAI UNA FOTO!...
E la fece, oh si, la mente, fedele macchina fotografica del cuore, più potente di qualunque altra in commercio, fece la foto, la fece così bene che lo sviluppo non deluse, non deluse mai, la fece talmente nitida e perfetta, che quando la "guardo" sento ancora...
Sento....Sento...Sento...
Gli uccellini che cinguettano, il vecchietto nel tavolo vicino che legge il giornale e biascica una pizzetta, sento il rumore dei mezzi, sento il vento e il sole, ma soprattutto sento lo scalpitare dell'attesa e l'urlo dell'allegria.
Vago al momento successivo, sembra quasi come un sistema operativo il cervello....
Sto cercando la cartella giusta da aprire.
Cosa contiene la cartella?
Contiene Immagini, sì, ma questa cartella contiene molto di più rispetto a quella di un sistema operativo, contiene luce, contiene profumi, contiene EMOZIONI...
Seduta sulla panchina che il sole bacia, scalda, irrora dell'alone suo potente che trasforma i miei capelli in fili di rame liquido che si muovono al gentil tocco del vento... mi metto in ascolto... vedo...
Quei due ragazzini che litigano perché devono attendere la sorellina che ha perso il mezzo, che buffi, facevano certi discorsi, ma mi hanno fatto compagnia NELL'ATTESA....
ATTESA...ATTESA ATTESA.... meravigliosa attesa...
E poi... l'attesa finì...
Fu come un lampo, netto, rapido... un crescendo... come le tonalità del celeste che salgono fino al blu intenso....
Fu come il calore del sole che si leva, e poco per volta, bagna di luce una superficie sempre più vasta e contemporaneamente aumenta d'intensità la temperatura.
Fu mille cose insieme ma soprattutto una sola... Pura semplice e fluente VITA... EMOZIONE .... FU ESSERE, E NON, ESISTERE.
L'attesa finita ... Il durante? Fu... eclatante concerto di sensazioni, fugace attimo d’estasi in pura luce.
Dopo la cecità ho visto finalmente, capii in un momento non tangibile, non divisibile in frazioni di secondo cose che non comprendevo da molto, cose da cui fuggivo e mi ritraevo, tutto fluì ad una velocità tale che nemmeno me ne capacitai.
Ricordo... ricordo... ricordo...
Se fossi solo ricordo non tangibile e inafferrabile perché non resti solo un viaggio con la mente e invece muti?
Muti in odori, colori, sensazioni tattili e visive, muti in impulsi che giungono al cervello in situazioni vivide e vere, muti in uno sguardo così unico e magico, forte e potente, porta dentro me che hai aperto....
Ricordo... ricordo... ricordo...
Che resti indelebile, che non posso spostare nel cestino della mia anima, perché anche dal cestino continueresti a regalarmi le emozioni acute, perché il cervello non è un sistema operativo e il cestino non si svuota con un clic, e forse anche perché ...
Io non voglio svuotarlo il cestino, non voglio perdere il ricordo, io che di te mi lamento costantemente ti bramo con desiderio, in mezzo al pubblico tra la gente ... ricordo... non vedo l'ora che gli sguardi voltino per andarti a recuperare, aspetto solo l'attimo del silenzio notturno per poterti richiamare, detesto l'andirivieni di domande e chiacchierio poiché si oppone al mio frugare in te alla ricerca dell'emozione che m'è sfuggita, alla ricerca dell'odore che non ho curato abbastanza.
Ricordo che vivi costante tale più non sei... non sei ricordo .... ricordo è passato... Tu invece SEI presente....
Ricordo testo di Lexla